Clicca per più prodotti.
Nessun prodotto è stato trovato.
Ricerca nel blog

Avvolgimento

L’avvolgimento

L’avvolgimento è una tecnica di modellatura particolarmente indicata per le conifere: trattandosi infatti di specie a crescita lenta spesso bisogna utilizzare per la formazione anche ramificazioni non ideali come posizione; inoltre non avendo un ingrossamento marcato il filo può essere lasciato sui rami sufficientemente a lungo perché essi assumano la posizione data con il filo. Contrariamente alle conifere, le latifoglie hanno una crescita più veloce e quindi anche un più rapido ingrossamento: un eventuale avvolgimento potrà rimanere sui rami solo pochi mesi e dovrà essere controllato con molta attenzione, poiché l’incisione della corteccia su tronco e rami annulla la naturalezza dell’albero, riducendone drasticamente il pregio ed il valore. Inoltre la rapida risposta in termini di sviluppo di nuovi germogli rende le latifoglie più agevolmente ed efficacemente formate con la potatura.
Grazie all’avvolgimento è possibile modellare i rami con portamento e linee più vecchie e mature, ma la tecnica ha anche l’importante obiettivo di collocare i rami dell’albero in posizione tale che tutta la vegetazione riceva adeguatamente luce e che le crescite deboli siano favorite a discapito di quelle più vigorose, per garantire all’albero buone condizioni di salute ed equilibrio di vigore.


Fili e strumenti bonsai
Filo e strumenti per avvolgere

In linea generale le caratteristiche del filo devono essere considerate in base al lavoro da svolgere e alla specie da trattare. Nel caso delle conifere, sulle quali il filo può essere lasciato anche un anno o più, spesso si preferisce usare il rame, che tiene più saldamente la posizione e consente l’utilizzo di un diametro di filo inferiore rispetto all’alluminio ramato. Se necessario correggere la posizione di un ramo di latifoglia si usa preferibilmente l’alluminio, a volte anche ricoperto di carta adesiva.

Ferro

  • Vantaggi: una volta collocato sostiene bene il ramo nella posizione desiderata.
  • Svantaggi: a causa della sua durezza e peso è difficile da maneggiare. Inoltre, con il trascorrere del tempo, non permette di variare la posizione del ramo, dato che l'ossidazione ne provoca la rottura. Questa stessa ossidazione macchia la corteccia dell’albero e può risultare tossica per talune specie. A causa della sua colorazione l’impatto estetico risulta alquanto sgradevole.

Rame

  • Vantaggi: metallo duro, ma duttile; quando collocato mantiene perfettamente la posizione desiderata. Non si ossida così rapidamente come il ferro.
  • Svantaggi: è un metallo leggermente più caro del ferro e dell’alluminio e non è riutilizzabile, perché si indurisce dopo l'uso. La sua ossidazione produce con il tempo una patina verde che macchia la corteccia ed è molto tossica per la maggior parte delle specie vegetali.

Alluminio ramato

  • Vantaggi: facile da collocare in ragione della sua flessibilità e dura quasi quanto il rame una volta collocato. Può essere riutilizzato, dal momento che si può svolgere senza difficoltà. Non si ossida, né macchia la corteccia.
  • Svantaggi: è necessario un diametro maggiore rispetto a quello che si userebbe per rame e ferro.

Nella cassetta degli attrezzi è utile avere fili di diametri diversi, il tronchesino tagliafilo (disponibile in due misure secondo il diametro di filo da tagliare) e le pinze per agevolare la piegatura delle estremità del filo.


Quando avvolgere

L'avvolgimento delle conifere si opera dopo l'autunno e prima della ripresa vegetativa, quando gli alberi non hanno una consistente crescita in termini di ingrossamento; per le latifoglie quando i nuovi germogli sono quasi maturi e hanno ormai interrotto l'allungamento (metà giugno-agosto). Sulle conifere può essere lasciato fino ad un anno e mezzo, se non incide la corteccia, sulle latifoglie al massimo due o tre mesi. Proprio per questo l'avvolgimento risulta poco efficace per le latifoglie, oltre ad essere sconsigliato per il rischio di compromettere il pregio dell'esemplare. Infatti i bonsai di latifoglia sono spesso apprezzati proprio per l'eleganza ed il fascino della corteccia liscia e senza cicatrici che si ammira sugli alberi in veste invernale, bellezza che sarebbe irrimediabilmente compromessa dai segni provocati dal filo tolto in ritardo. Inoltre la maggiore flessibilità delle conifere riduce i rischi di rotture durante la piegatura.

Quando avvolgere

Fili e strumenti bonsai
Avvolgimento del tronco

L’avvolgimento del tronco implica un attento studio del disegno ed una esatta considerazione della effettiva possibilità di modificarne il movimento. Se è troppo grosso e rigido non si riuscirà a piegarlo. In questo caso si cercherà di trovare un punto di osservazione o un'inclinazione, grazie ai quali il suo movimento risulti più interessante. L'ideale sarebbe cominciare a modellare il tronco del proprio bonsai quando è ancora giovane, cioè quando è ancora sottile e flessibile.
Questo obbliga ad “immaginare” in anticipo quella che sarà la forma dell'albero in quattro o cinque anni di coltivazione. Le previsioni a lungo termine possono spaventare un principiante, ma l’arte bonsai implica la capacità di visualizzare le possibili risposte all'applicazione dei diversi interventi e quindi la previsione delle successive fasi di sviluppo e di trasformazione del materiale di partenza.

Niente se non la conoscenza e l'osservazione della natura, oltre naturalmente all'esperienza, può essere d'aiuto a migliorarsi. Se il tronco deve essere avvolto completamente si parte dalla base, fissando il filo nella terra e procedendo verso l'apice passando ad un diametro inferiore secondo la diminuzione di spessore del tronco. Si tratta tuttavia di un caso raro; più frequentemente la parte da correggere è solo la parte apicale: in questo caso si avvolge unitamente ad un ramo principale di eguale spessore, in modo da ottenere un ancoraggio ideale. Qualora occorresse semplicemente accentuare una curva o una caratteristica del tronco di un materiale già maturo raccolto in natura o da vivaio si potrà fare ricorso a strumenti quali i tiranti, che tuttavia richiedono un tempo maggiore per raggiungere il risultato sperato.


Avvolgimento dei rami primari e secondari

Per l’avvolgimento dei rami primari occorre innanzitutto osservare il diametro dei rami da modellare, in modo da avvolgere a due a due rami di diametro similare. Questo consente di ottenere il massimo ancoraggio e il miglior effetto leva per l'efficacia dell'avvolgimento, purché i due rami siano sufficientemente distanti l'uno dall'altro da consentire almeno un passaggio intorno al tronco. Quindi occorre scegliere il diametro di filo adeguato per il ramo da piegare, sentendo con le dita la resistenza del ramo (diversa secondo la specie, l'età dell'albero, le condizioni di salute).
Prevedendo la posizione che dovrà assumere il ramo si decide la direzione di avvolgimento (oraria o antioraria) e si procede spira dopo spira, applicando il filo su ciascuno dei due rami. Il passo ideale tra una spira e l'altra è di circa 45°. Si abbia cura di avvolgere il filo accompagnandolo con le dita senza tirarlo: un avvolgimento troppo stretto incide in breve tempo la corteccia e deve essere rimosso prima del tempo necessario per fissare i rami nella posizione desiderata. Si dice che l'avvolgimento ideale sia quello che lascia tra ramo e filo lo spessore di un foglio di carta.

Rami

Togliere filo
L’importanza di togliere il filo

Spesso si dice che per l’apprendimento dell’uso del filo, oltre alla pratica di avvolgerlo, sia importante anche provare a rimuoverlo. Come si possono constatare gli effetti positivi dell’avvolgimento è possibile infatti rendersi conto di quali errori sia facile commettere, quali difetti sia importante correggere, quali segni sia possibile provocare sulla corteccia.
Non vi è un periodo specifico per procedere allo svolgimento del filo: tutto dipende dalla rapidità di crescita dell’albero che è stato avvolto, come anche dalla parte trattata. Per esempio, in un albero giovane, ma con accrescimento rapido, come l’Acero, il filo inizierà a incidere la corteccia dopo pochi mesi e, di conseguenza, il tempo di avvolgimento dovrà essere breve. Per questo stesso motivo, la parte alta degli alberi, la cui crescita è di solito più rapida di quella della parte inferiore, dovrà essere svolta qualche tempo prima..

Come norma generale, si terranno gli alberi avvolti sotto osservazione costante e quando si noterà che l’avvolgimento comincia a incidere la corteccia, si provvederà allo svolgimento. Se il ramo svolto non rimane nella posizione desiderata, lo si avvolgerà di nuovo dopo un adeguato periodo di riposo.
Nel caso in cui il filo abbia inciso la corteccia profondamente, si eviterà di collocare di nuovo il filo sopra le ferite precedenti.
Per svolgere un albero, si inizierà col tagliare il filo sottile per primo e quello grosso poi, al contrario di quando si avvolge; di conseguenza, dovremo iniziare il procedimento, togliendo per primo il filo dai rametti secondari, successivamente da quelli principali e infine dal tronco.


Segreti maestro bonsai fili
I segreti del maestro

È importante avvolgere nel periodo idoneo alla specie che si sta trattando; in modo particolare il filo non deve disturbare o danneggiare le nuove crescite, non deve strozzare le foglie né schiacciare le gemme.
Utilizzare un diametro di filo adeguato alla parte che si desidera modellare.
Quando occorre modificare decisamente la posizione di un ramo diventa cruciale la direzione d'avvolgimento: se contraria rispetto al movimento generale della piegatura il filo si allenta e non tiene il ramo con sufficiente fermezza.
Procedere all’avvolgimento seguendo un andamento a spirale e un'inclinazione di 45°.
Non applicare il filo troppo stretto, altrimenti si sarà costretti a rimuoverlo prima che abbia fissato i rami nella posizione desiderata.

Applicare il filo per gradi: prima il filo di diametro superiore e poi via via, i fili con diametro inferiore. Quando si piega il ramo avvolto per modellarlo si agisce sul filo, non sul ramo. Si ricordi che il filo non è una decorazione per i rami; deve essere efficace, senza tuttavia provocare eccessivo stress all'albero: se il filo è troppo fine o avvolto in maniera non corretta quando si procede alla piegatura si agisce sul ramo provocando stress; se il filo è troppo grosso o lento durante la piegatura non si riuscirà a percepire il punto massimo di tolleranza di piegatura del ramo, rischiando così di provocare rotture. Per alleviare lo stress post-avvolgimento collocare l'albero al riparo dal vento e dal freddo e nebulizzare frequentemente la chioma.


Login

Menu

Condividi

Crea un account per salvare

Accedi

Crea un account per utilizzare le wishlists

Accedi