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RosaLa rosa come bonsai

La coltivazione a bonsai di questa specie è praticata da lungo tempo in Giappone (anche se non è particolarmente diffusa), sia per la delicatezza della sua ramificazione, sia per la dimensione ridotta del fogliame e dei fiori di alcune varietà. Ovviamente per l’impiego a bonsai vanno preferite le varietà con sviluppo contenuto delle foglie e dei fiori. Particolarmente indicata è la Rosa canina che dopo l’emissione di un bellissimo fiore bianco o rosa, produce un affascinante frutto arancio, ma in genere anche con tutte le specie selvatiche si possono ottenere buoni risultati. Si tratta di una specie che fiorisce con facilità.

Esposizione

La collocazione ideale è in posizione ben soleggiata e ventilata, avendo cura di proteggere l’albero in estate dal sole pomeridiano e, in inverno, dalle gelate. Perché i frutti si formino e giungano a maturazione, l'albero ha bisogno di una gran quantità di proteine. Gli zuccheri necessari per produrre queste proteine vengono dalla fotosintesi, che ha luogo nelle foglie grazie alla luce del sole per questo, durante la fioritura e la fruttificazione, è fondamentale collocare la Rosa in pieno sole.

Annaffiatura

Si tratta di una specie che consuma acqua in abbondanza, in modo particolare quando inizia la formazione dei fiori e dei frutti. Attenzione quindi a non far mai mancare l’acqua durante la fioritura poiché i fiori appassiscono rapidamente, compromettendo la fruttificazione. Ciò accade anche se vengono bagnati, per cui bisogna dirigere il getto dell’acqua direttamente sul substrato. In estate, durante i periodi più caldi, è consigliabile predisporre un sottovaso colmo d’acqua.

Terreno

Il composto più indicato è costituito da 50% di akadama e 50% di terra pronta

Rinvaso

Di norma il trapianto si opera in primavera, in marzo-aprile, prima del risveglio vegetativo. Un periodo alternativo è intorno alla metà di maggio, quando i nuovi germogli appaiono consolidati. Possiede radici estremamente vigorose e saturano lo spazio del vaso in un solo anno, pertanto conviene trapiantare gli esemplari giovani ogni anno e quelli maturi ogni due anni.

Potatura

Durante il periodo di riposo, prima della ripresa vegetativa, si possono sfoltire i germogli e accorciare i rami, potando sopra ad una gemma che cresca nella direzione desiderata. È bene lasciare per ogni ramo 2 o 3 gemme. Generalmente si pota accorciando i nuovi germogli dopo averli lasciati allungare fino a 5-10 cm, ma per la formazione della struttura di giovani piantine in vaso occorre operare una potatura più aggressiva. Per gli alberi formati, il periodo ideale per potare è dopo la fioritura, verso la fine della primavera, accorciando i rami a 1-2 nodi. La potatura dei rami grossi è meglio effettuarla in primavera, prima del risveglio vegetativo. Per ottenere una buona cicatrizzazione, occorre applicare pasta cicatrizzante sui tagli della potatura, poiché la superficie tende ad asciugare senza cicatrizzare. Con la potatura autunnale si lasciano i rami leggermente più lunghi. Poiché la Rosa tende a perdere facilmente i rametti delle zone interne, è bene intervenire tempestivamente sulle estremità dei rami forti. Se si lasciano troppi frutti l'albero potrebbe non riuscire a portarli tutti a maturazione: il risultato sarebbe una crescita stentata dei frutti e l'indebolimento dell'albero. Dopo circa un mese dall'inizio della loro formazione conviene eliminare quelli irregolari o malformati e, se fossero ancora troppi, sfoltire quelli in eccesso.

Pinzatura

La pinzatura sulla Rosa viene applicata solo nel caso in cui sia necessario infoltire la vegetazione. Con la maturità di coltivazione la quantità di fiori tende ad aumentare, ma in realtà adottando regolarmente la pinzatura la si riduce e si permette di dirigere il vigore della pianta verso la formazione e l’ingrossamento dei rami. Le gemme da fiore si formano all'estremità dei nuovi germogli che si allungano in primavera, però si possono formare anche sui rametti corti alla base dei rami di una certa consistenza. Al contrario è difficile che si possano presentare sui getti a crescita vigorosa: questo è un punto importante da tenere in considerazione nella coltivazione. La Rosa hirtula risponde bene alla defogliazione, che si pratica nel mese di giugno.

Avvolgimento

I rami crescono piuttosto diritti, pertanto è possibile combinare la formazione con ripetute potature alla piegatura tramite l'avvolgimento. Si tenga presente, tuttavia, che la piegatura è efficace se viene applicata ai rami di massimo due anni. Il tronco può essere modellato con il filo solo fino al terzo anno di coltivazione da talea; oltre il quinto anno la piegatura del tronco è un obiettivo irraggiungibile.

Concimazione

La concimazione più importante è quella autunnale. In ogni caso la Rosa richiede concimazioni costanti da marzo ad ottobre, con somministrazioni anche durante l’estate, ma riducendone le quantità e la frequenza. Non si concima mai durante la fioritura, per evitare l’aborto dei fiori e comprometterne così la fruttificazione. Si può utilizzare sia il concime liquido ogni 8-10 giorni, come quello della Linea Bonsan, sia il concime solido di origine giapponese Hanagokoro, ogni 20-25 giorni.

Cure

È una specie particolarmente soggetta a malattie e parassiti di vario genere. Bisogna fare attenzione soprattutto a batteriosi, muffa, tendredini, ragnetto rosso, oidio e afidi ai quali i nuovi germogli sono facilmente soggetti. Si consiglia di applicare dei trattamenti primaverili preventivi.
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